sabato 9 febbraio 2013

La filosofia del sabato sera ovvero la filosofia ostica. #3. A volte utopica.

Il concetto di utopia ha un'ambivalenza semantica: 
ou+topos=non luogo
eu+topos= buon luogo


Sta, quindi, tra l'irrealizzabilità e la meta a cui tendere, nonostante le disillusioni di questo mondo.


L'utopia è stata mezzo per vagheggiare società giuste (Platone, Campanella, More), poi ripresa in epoca contemporanea da tanti scrittori dis-topici (Orwell, Bradbury, Vonnegut, etc.).



Questa è semplicemente la mia filosofia del sabato sera, e non ho in progetto alcuna riforma societaria: sono sola e abbandonata, coi miei libri, col mio lassismo, svogliata più del mio peggior allievo.


Io stasera ho voglia di mettere le ali, come la biga platonica, e ascendere verso mondi irreali e utopici.

Dove sono truccata, e bene.

Dove sono magra, e mi stanno bene pure i leggins di (eco) pelle.


Dove sono taccata, come nel lontano '99.

Dove indosso gli orecchini che piacciono a me, pendenti e sberluccicanti.

Dove sono senza orario, e posso fare le 5 se mi va, ma pure le undici: l'importante è il principio dell'autarchia temporale.

Dove posso fare un aperitivo dalle 19 alle 22, nel cuore della movida (oddio, l'ho scritto), fingendo di conoscere tutti e appiccicandomi come una patella all'unico volto noto.

Dove sono con le mie amiche, che almeno sanno dove portarmi ché mi sono truccata, taccata, e ho già bevuto alquanto.

Dove ballo, come ballavo una volta, in una "discoteca-labirinto bianca senza luci colorate grande un centinaio di chilometri dalla quale non si possa uscire."







Dove mi domandano "Sono le 4: che facciamo, andiamo?", e io rispondo "NO", c'è ancora musica, gente, e l'alba distopica sul Po da contemplare.

Dove si mangia un panino con maionese, salsiccia e cipolle, o una pizza gigante del Manhattan, che per miracolo non rimane sullo stomaco, come nel lontano '92.


Dove giri lentamente la chiave nella serratura, poi ti lanci nel letto, truccata.


Dove dormi fino alle due del giorno dopo, ti sciacqui il viso senza rughe con l'acqua gelida, e sei di nuovo bella.

Buon sabato sera, a chi esce 
con le amiche 
con il fidanzato/marito (ma nulla di socialmente comandato: una bella serata divertente, due birrette, una cena buona, e dei baci, ancora lunghi come in gioventù-)
con se stesso.

Buon sabato sera, a chi sta a casa
perché non ce la fa più di uscire,
perché ha le amiche accorse causa dramma esistenziale,
perché ha un fidanzato da coccolare,
perché ha l'influenza,
perché la babysitter ha dato forfait,
perché deve finire un libro, iniziare a vedere un film, spennellare l'armadietto della cucina, imbastire il pranzo della domenica coi suoceri,

perché deve studiare, 
e ascoltare il respiro di sua figlia.


Ti prego, babyP, dormi, che sono solo all'analogia
dell'essere di San Tommaso.
E se vuoi che proprio ti persuada, lo ammetto:
l'unica utopia realizzata sei tu,
senza trucco,
senza tacchi,
senza leggins di pelle.




4 commenti:

  1. Vale (sempre io)11 febbraio 2013 10:12

    ed io qui mi sono commossa

    RispondiElimina
  2. Qui, dove? Sulle note di Disco labirinto?!

    RispondiElimina
  3. Vale (sempre io)11 febbraio 2013 10:14

    CMQ IL VIDEO SI VEDE!! (non è bloccato!)

    RispondiElimina
  4. Perché ne ho messo uno non "ufficiale". Non mi fermo davanti a nulla, io!

    RispondiElimina