giovedì 26 febbraio 2015

Il desiderio di essere piccoli e grandi.

Siamo sedute in una gelateria piena di sole. BabyP mi chiede se può ordinare un cono:
- Sono grande. Solo i bambini piccoli prendono la coppetta.
- Tu sei grande e sei piccola quando ti gira, - le rispondo.

Mentre lecca il suo cono, inizia a raccontarmi che la vita va così: si è piccoli o grandi quando si sceglie di essere tali. 
La scelta - sosteneva Hobbes - è "l'intera somma dei desideri, delle avversioni, delle speranze e dei timori" che sconquassano l'essere umano. Neppure l'atto della volontà mette fine alle incertezze umane: la vita è un movimento circolare tra i desideri, tra  il desiderio di essere piccoli e il desiderio di essere grandi.

Lei è grande perché sa tutto delle lettere maiuscole e delle sorellastre di Cenerentola e della Quaresima che dopo quattro giorni senza dolci arriva Pasqua e si mangiano uova giganti di cioccolato.
Ed è grande per dormire senza ciuccio, ma con Titti e la lucina e la mamma che accorre quando la nostalgia del ciuccio si fa forte.

- E sei piccola, quando?
- Quando voglio tornare nella tua pancia. Quando andiamo alle feste e mangio le pizzette e le patatine e pure i pop corn e poi ho la pancia che scoppietta di pop corn, e tu ti metti vicino a me sul divano e mi dici: Vuoi il latte caldo?, e me lo dai come ai bambini piccoli, col biberon. 





Il gelato si sta sciogliendo, io sto sul chi va là, armata di tovagliolini e desiderio per quelle gocce marroni e rosa.
- E tu, mamma, quando sei piccola e quando sei grande?
- Sono piccola quando non prendo il gelato - come adesso - e rimango a fissarti mentre mangi il tuo cono gianduja e fragola. Gioco con la tua lentezza, so che colerà prima o poi, e io te lo chiederò per aiutarti un po'. 
quando papà non c'è, e ti dico con noncuranza: Se vuoi puoi dormire con me, ma solo questa notte, eh. Poi nel letto mi acciambello su di te, ti avvolgo, ti pizzico i piedi e tu mi dici: Ora dormiamo, eh.

- Ma mamma tu sei grande. 
- Sono grande quando mi metto i tacchi e il rossetto - un esercizio da signora - e arrivo a prenderti all'asilo. Come sei bella - dici - con i tacchi e il rossetto, nessun uomo li noterebbe come fai tu. 
Sono grande perché quando mi chiedo chi sia la mamma di questa bambina che ha capito il trucco del cono che cola ho la risposta: sono io.





  

4 commenti:

  1. Quanto è vero che dei tacchi e del rossetto, in QUEL particalare modo, se ne accorgono solo le nostre figlie, meglio di chiunque altra persona al mondo.

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    1. In quel particolare modo, dici bene.

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  2. Ecco, ho scoperto il tuo blog seguendo il consiglio di un'amica, quel tipo di amica che se mi dice "dai una testata alla colonna" io ci prendo pure la rincorsa. Insomma, le ho dato retta e ho fatto bene, a leggerti intendo, per la colonna ci penso ancora un attimo.
    Ok, da oggi hai un nuovo lettore, se la cosa non ti piace la colpa è solo della Tesio. Sappilo.

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    1. Ahahah! Le vorremo bene lo stesso a quell'amica.
      (Grazie.)

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